Sentieri Valli del Natisone

749
S. Pietro al Natisone - Loc. Makota - P. S. Canziano - P. S. Giorgio - P. Glevizza - Marisinska Planina - Matajur

Tracciato GPS 749 Tracciato Google

Caratteristiche
Durata: 4,30h
Difficoltà: E - Turistico
Discesa Accumulata: m 1525
Ascesa Accumulata: m 44
Lunghezza Reale: 14,4 km
Tempi di percorrenza

749 S. Pietro al Natisone - Loc. Makota - P. S. Canziano - P. S. Giorgio - P. Glevizza - Marisinska Planina - Matajur

Località di partenza
S. Pietro al Natisone
Quota: 174 m

Località di Arrivo
Monte Matajur
Quota: 1641 m

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Il percorso integrale, uno dei più lunghi delle Valli del Natisone, inizia dall'abitato di San Pietro al Natisone a fianco della chiesa parrocchiale, dove è collocato il primo segnavia CAI.
In alternativa, è possibile partire da alcuni paesi più in quota prendendo i sentieri di collegamento citati nella descrizione.
Il primo breve tratto si svolge su asfalto fino alla sella Klancic dove, in alto, si trova il ristorante ''Alle querce"; a destra una bacheca in legno indica il percorso del sentiero naturalistico del monte Roba.
Da qui, si imbocca a sinistra l'interpoderale che, spostandosi sul versante della valle dell'Alberone, permette di raggiungere nuovamente la dorsale in località Makota, (m. 360 – ore 0.40) alla confluenza di quattro stradine (Madonnina), una delle quali sale dal borgo di Sorzento.

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Proseguendo in salita, dopo circa 200 metri, un bivio ci permette di scegliere tra due varianti.

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A sinistra, il 749 segue sul versante della Valle del Natisone la strada interpoderale fino a raggiungere l'asfalto sotto l'abitato di Mezzana.

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Si incontrano giganteschi castagni abbattuti dagli anni e dalle intemperie.

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Alla fontana del paese si riprende l'interpoderale.

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Si abbandona la forestale poco dopo aver superato due tornanti, per un sentiero sulla destra (segnavia CAI).

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Nel tratto successivo alcuni interventi di sistemazione facilitano l'attraversamento di un breve pendio ripido. Le due varianti (749-749a) si ricongiungono sulla sella poco oltre il monte San Canziano; (m. 658 – h 1.30) qui giunge anche il sentiero 755 che risale da Vernassino.
Attenzione a districarsi con i numerosissimi cartelli e proseguire verso Nord.

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Dalla sella si prosegue mantenendosi poco sotto la dorsale in un piacevole bosco ricco di specie diverse, tra le quali spiccano betulle, carpino nero, acero e castagno, più in alto compare il faggio. Superato per il versante sinistro il monte San Giorgio, (m. 830 – h 2.00) si incrociano sulla destra gli storici sentieri provenienti da Pechinie e Podar e a sinistra il sentiero che risale dalle borgate alte di Rodda.

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Ora il percorso prosegue lungo la dorsale e il bosco diviene sempre meno fitto lasciando spazio a qualche piccola radura; vecchi sentieri poco frequentati diramano a destra e a sinistra per raggiungere i borghi sottostanti (ben curato quello che scende a sini­stra per la chiesetta di San Odorico e Rodda). Si risale ancora per spazi sempre più aperti fino ad una baita di cacciatori

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Poi, per prati e macchie boscate, con alcuni saliscendi, si arriva al passo Glevizza. (m. 997 h 3.00) Qui si incontra la strada che collega i paesi di Mersino alto con Montemaggiore.

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Oltrepassatala, il sentiero prosegue per prati e rado bosco; il panorama si apre lasciando intravedere la cima del Matajur, le valli sottostanti e la pianura friulana.

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A quota 1188 m si passa tra due fabbricati e si continua per ampi prati fino alle malghe di Mersino a quota 1401 m.
(m. 1401 - h 4.00)

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In questa località ci si ricongiunge con il sentiero 725 che risale da Stupizza e con il sentiero naturalistico conosciuto come "anello del monte Matajur" proveniente dal rifugio Pelizzo.

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Si prosegue per comodo sentiero che rimonta la ripida costa soprastante; dopo aver superato un breve tratto su rocce carsiche, si giunge al rifugio "Dom na Matajure" gestito dagli amici della Planinska druzina Beneéije e aperto nei fine settimana.

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Di qui, con dolce pendenza si raggiunge in breve la vetta.
(m. 1641 - h 4.30)

Dislivelli

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